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Marrakech
Piero Maderna

Whisky Berbere

Dall’Atlante al deserto e ritorno con lo zaino e un fratello berbero

by Piero Maderna published on
August 2013 / 10 days 37
  •  Friends

Khenifra

Travel diary

17/8/2013: Merzouga - Khenifra

Non riesco quasi a dormire,
soprattutto quando il vento inizia a sollevare la sabbia. Soltanto verso la
fine della notte la stanchezza ha il sopravvento, ma ho preso sonno da poco
quando Salah mi sveglia: ha deciso che dobbiamo ripartire.

In realtà avremmo ancora un
po’ di tempo, ma ne approfittiamo per andare a vedere sorgere il sole, anche se
in mezzo alle nuvole. Anche l'alba sulle dune rosa mantiene veramente le
promesse.

Appena fa giorno si risale in
groppa e si ritorna a Merzouga.

Lì facciamo colazione e
qualche altra chiacchiera, prima di separarci.

Parte una disputa calcistica:
Mohamed, convinto di far piacere alla coppia di Madrid, si dichiara fan di
Cristiano Ronaldo. Non l’avesse mai fatto. Lui non lo sa ma Amaia, essendo
basca, non sopporta il Real Madrid e lo mette subito in chiaro. Io ed Eduardo,
simpatizzanti del Barça, gli rispondiamo che è più forte Messi, non ci può
essere dubbio.

“Messi?” – fa lui – “Ma Messi
è argentino! Voi siete europei, dovete tifare per Cristiano! E poi, Messi è un
evasore fiscale.”

“Perché, tu sei convinto che
Cristiano le paghi tutte, le tasse?” dico io.

“Siamo noi che le paghiamo
tutte.” – taglia corto Amaia – “Loro trovano sempre il modo di non pagarle.”

Intingiamo il pane arabo
nell’olio e nel miele, poi lentamente beviamo l’ultimo tè insieme.

È il momento dei saluti. Le
due ragazze parigine vanno finalmente verso la sospirata piscina; io, Salah,
Amaia ed Eduardo prendiamo un altro taxi per Erfoud.

Quando arriviamo lì il sole è
ormai troppo alto per fare qualsiasi cosa. Restiamo un paio d’ore seduti al
tavolino di un bar a bere coca cola e a raccontarci altri viaggi nell’attesa
dei nostri autobus, che partono quasi insieme. Noi ora siamo diretti a
Khenifra, loro vanno verso la costa per godersi un po’ di mare.

Ci lasciamo con la promessa
di scambiarci le foto, poi chissà… le feste d’estate che ho frequentato una
decina d’anni fa nel Paese Basco hanno lasciato nel mio bagaglio anche qualche
parola in Euskara, abbastanza per salutare Amaia con un “gero arte”
(arrivederci). Lei sorride e mi augura buon viaggio. Saluto anche Eduardo, con
l’auspicio di rivedersi alle Canarie, magari a Fuerteventura, che entrambi
conosciamo.

Il viaggio verso Khenifra,
costeggiando Alto e Medio Atlante, è molto lungo. Arriviamo che ormai è troppo
tardi per mangiare. Compriamo solo dei fichi da una bancarella per placare un
po’ la fame.

Dopo essere stati quasi
sbattuti fuori in malo modo da una padrona d’albergo invasata che evidentemente
non aveva molto in simpatia Salah, troviamo da dormire in un modesto
alberghetto vicino alla stazione degli autobus. La posizione purtroppo è un po’
infelice. Siamo costretti, per il caldo, a dormire con la finestra aperta,
mentre gli autobus vanno e vengono quasi tutta la notte.

Piero Maderna
Next leg: Ouzoud Falls

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