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Belle Mare
Dario Cima

Mauritius

Tornato a Mauritius nel periodo migliore

by Dario Cima published on
December 2013 / 7 days / 1200 EUR 53 Final evaluation
  •  Couple

Belle Mare

Travel story

L’isola di Mauritius è quello che rimane di un vulcano, ormai inattivo, sorto nell’Oceano Indiano 800 Km ad est del Madagascar.

Delle antiche eruzioni resta un altipiano centrale (che culmina con gli 828 metri del “Piton de la Petite Rivière Noire”) circondato da un’ampia zona pianeggiante caratterizzata da terre rosse e rocce nere. Lo spettacolare contrasto tra le grandi lagune celesti protette dalla bianca barriera corallina e dal blu del mare profondo ne fa una delle mete turistiche più famose.

Geograficamente fa parte dell’arcipelago africano delle Mascarene (con Reunion, Rodriguez e qualche isolotto), mentre politicamente la repubblica mauriziana non comprende Reunion (rimasta regione francese).

Esposta nei mesi dell’inverno australe (Maggio-Settembre) ai venti provenienti da Est, la costa orientale in questo periodo è ideale solamente per gli amanti del kytesurf; l’isola permette invece di godersi il mare tutto l’anno sulla costa Ovest, nonostante la piovosità che alle latitudini tropicali non manca mai.

Pur già nota ai navigatori arabi del X secolo e successivamente ai portoghesi, l’isola venne abitata stabilmente solo dopo il 1600 dalle guarnigioni olandesi; divenuta colonia non ebbe però lo slancio sperato e dopo meno di cento anni gli olandesi e gli schiavi malgasci abbandonarono l’isola. Del periodo olandese rimane la coltivazione della canna da zucchero e l’estinzione del Dodo (l’uccello endemico che non volava).

Nel 1710 Mauritius fu acquisita dalla Francia, dopo un secolo fu annessa alla corona britannica che però, da un trattato del 1814, fu costretta a rispettare gli usi e la lingua francese, tutt’oggi l’idioma più parlato nonostante la lingua ufficiale sia l’inglese.

L’afflusso di lavoratori forzati dall’India ed in minor parte dell’Africa ha creato l’attuale meticciato; dal 1968 Mauritius è una repubblica indipendente facente parte del Commonwealth.

La principale fonte di reddito resta ancora l’agricoltura (ed in particolare la monocultura di canna da zucchero che copre il 60% del territorio coltivabile e che in passato ha creato squilibri all’ecosistema) seguita dal turismo.

Molte le specie vegetali endemiche anche se solo recentemente sono state intraprese opere per il ripristino di zone naturali che ricordino l’originario aspetto naturale; la fauna autoctona è limitata a poche specie di uccelli a rischio di estinzione, i mammiferi sono stati praticamente introdotti dagli europei mentre la fauna ittica è numerosa e comune a tutto l’Oceano Indiano.

25 Novembre 2013 – 2 Dicembre 2013

Una settimana di riposo sulla costa est durante l’estate australe ci ha permesso di rivalutare Mauritius dopo la mezza delusione del 1988.

Abbiamo scelto il villaggio Crystals Beach Resort & Spa nella zona di Palmar, al centro della grande laguna di Belle Mar sulla costa orientale dell’isola.

Dopo molti anni di viaggi “fai da te” speravamo che l’organizzazione di Going potesse semplificarci la vita rendendo certi anche i costi; tutto ciò non è successo a cominciare dall’operativo voli (che ha trasformato un volo da 9 ore in due stressanti tratte da 18 ore con scalo a Milano non previsto dal catalogo), all’adeguamento carburanti inspiegabile, fino alla tassa di uscita che sembra pagare solo chi vola “Meridiana”.

Il resort è in compenso nuovissimo e molto curato, la spiaggia è veramente molto bella ed il tempo ci ha assistito.

Peccato per la dotazione insufficiente di ombrelloni e lettini in spiaggia e per la ristorazione ripetitiva e non certo di buon livello.

Arrivo in mattinata e poggiate le valigie in stanza siamo subito andati al mare: sabbia bianca, acqua calda e cristallina, poche alghe, vento gradevole; un breve break per il pranzo (servito nel ristorante sulla spiaggia) e pomeriggio tra bagni ed ombrellone fino a quando il l’ombra degli alberi ha ricoperto tutto l’arenile, cosa che in questa stagione (estate australe) succede intorno alle 18:00.

Preparati per la cena (gli uomini devono indossare i pantaloni lunghi) ci siamo trovati davanti ad un buffet dall’aspetto discreto ma dalla qualità insoddisfacente.

Dopo cena non c’è stato nemmeno un tentativo di animazione ed il “soft all inclusive” offre ben poco e finisce alle 22:00.

Questa giornata è stata praticamente replicata per il resto della settimana tranne Mercoledì 27 Novembre con visita a Ile aux Cerfs, l’isolotto che 25 anni fa ci aveva incantato (e rappresenta la “cartolina” di Mauritius). Dall’isola dei Cervi si arriva in barca alle cascate del Grand River, piccole ma pittoresche in una scura gola vulcanica.

Il panorama del centro vulcanico dell’isola che si gode dal mare è molto bello.

Volutamente abbiamo evitato qualsiasi escursione o uscita, nelle due settimane avevamo girato Mauritius in lungo ed in largo (vedi diario di viaggio 1988).

Giornalmente in spiaggia vengono organizzati in maniera molto discreta giochi e tornei, inoltre è previsto l’uso di kayak, pedalò, laser ed un paio di uscite quotidiane con la barca dal fondo di vetro verso un buon punto per lo snorkeling.

Passeggiare sulla lunga spiaggia di Belle Mar, tra sabbia bianca e rocce vulcaniche, permette di apprezzare la laguna tranquilla (lunga 7 Km) protetta dalla barriera corallina che dista circa 1 Km e che ripara la zona dalle onde oceaniche.

Dario Cima

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  • Grand River South East, Flacq, Maurizio
  • Belle Mare, Flacq, Maurizio

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