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Panorama verso Sud
Dario Cima

Maratea tra mare e montagna

Una settimana sulla costa tirrenica della Basilicata

by Dario Cima published on
September 2016 / 7 days / 400 EUR 96 Final evaluation
  •  Couple

Maratea

Travel story

MARATEA 2016

Maratea è l’unico comune della Basilicata sul mar Tirreno; il nucleo principale è un agglomerato urbano posto a 300 m slm chiamato “Il Borgo”, poi ci sono delle frazioni più modeste disperse nell’aspro territorio tra montagna e mare. Le frazioni più significative sono:

·“Il Castello” (frazione Santa Caterina): la parte più antica di Maratea posta sul Monte san Biagio. Il luogo è ormai disabitato, ma molto frequentata è la chiesa di San Biagio (il santo patrono di Maratea); splendido il panorama che si gode dalla vetta dove troneggia la grande statua del Cristo Redentore (eretta nel 1962 sullo spunto del Cristo del Corcovado a Rio de Janeiro);

·“Marina”: la frazione più grande ad esclusiva vocazione balneare;

·“Porto”: un’insenatura riparata da moli che ospita un vivace porticciolo turistico nel luogo dove c’era l’unico abitato stabile già in epoca preromana.

Lo spopolato territorio lucano è qui poco più densamente abitato, le strade sono tortuose e costruite senza viadotti, gallerie o ponti (quindi costringono a lunghi percorsi a mezza costa sulle ripide fiancate dei monti). La grande cura per l’aspetto turistico (risorsa principale della zona) fa sperare in altri aspetti interessanti oltre allo splendido mare e alle spettacolari alture, ma in realtà c’è poco altro. Lo stesso Borgo presenta pochi punti di interesse architettonico se non qualche palazzetto nobiliare e molte chiese di aspetto barocco, ma molto semplici.

Sabato 3 Settembre 2016

Da Roma si percorre tutta la comoda autostrada fino a Lagonegro, poi su viabilità ordinaria l’ultima ora di viaggio si svolge tra strade di collina e montagna sempre più spettacolari e tortuose fino al panoramico affaccio sul mare poco prima di Maratea.

Il paesaggio è dominato dalla bianca Statua del Cristo Redentore che guarda verso la terraferma “proteggendo” con la mano sinistra il Borgo e con la destra il Castello.

Proprio sotto al Castello c’è Pianeta Maratea, un complesso turistico ripidamente digradante da Monte San Biagio verso la costa sud. Nella parte superiore c’è il Grand Hotel, mentre scendendo si trovano dei terrazzamenti che ospitano vari livelli di villette quadrifamiliari a schiera immerse nel verde; sull’ampio terrazzamento centrale ci sono: la reception, il market, un buon ristorante, la piscina, l’anfiteatro ed ampie zone comuni. Quattrocento metri più in basso il mare, raggiungibile su una strada privata caratterizzata da 3 Km di tornanti strapiombanti.

Noi eravamo alloggiati tra le villette più in alto proprio sotto al Cristo e con vista panoramicissima di tutto il Golfo di Policastro, verso la Calabria (fino a Diamante)

e a Nord verso la Campania (fino a Marina di Camerota).

Con la navetta delle 17:00 sono sceso alla prima delle spiagge: Cala Jannita.

Nota anche come “spiaggia nera” per il colore scurissimo della sua sabbia in parte ghiaiosa, Cala Jannita è una baia senza ombra chiusa tra due promontori con molte grotte. Dal parcheggio si devono percorrere circa 300 metri ombreggiati da alberi ed arbusti per raggiungere la spiaggia che presenta un tratto libero e due stabilimenti balneari.

La navetta fa altre due fermate: Illicini, un promontorio privato in cui saremmo andati quasi sempre e Cala Macarro, una spiaggia simile alla prima ma con un tratto un po’ ombreggiato da una piccola pineta. Breve sosta anche lì e poi ritorno al Residence con l’ultima navetta delle 19:00.

L’alternativa alla navetta è decisamente scomoda, infatti i mezzi del residence possono percorrere i 3 Km interdetti al traffico di una strada panoramicissima ma decisamente inquietante, le auto dovrebbero salire quasi al Cristo per poi riscendere l’altro versante di Monte San Biagio per un totale di 12 Km (e poi parcheggiare!).

Cena al ristorante di Pianeta Maratea: molto buono.

Domenica 4 Settembre 2016

Intera giornata a Illicini. Si tratta di un promontorio privato con due spiagge ed un folto bosco di lecci che si spinge sulla costa rocciosa dove si può scendere in acqua (un po’ faticosamente e con scarpette da scoglio).

Alla zona si accede pagando (9 € a persona) ma poi si trovano tutti i servizi necessari: lettini, ombrelloni, bagni, docce, piscina, zone coperte in caso di maltempo oltre a bar e ristorante. Tutto è piuttosto rustico, ma il verde è molto curato e ci sono anche una decina di camere per chi voglia soggiornare.

Lunedì 5 Settembre 2016

Stamattina tempo non bello, abbiamo così deciso di passare la mattinata a Cala Jannita senza nemmeno preoccuparci di dover prendere l’ombrellone. In ogni caso ogni volta che sbucava il sole la spiaggia sembrava una fornace, stretta tra mare e falesia rocciosa con spiaggia nerissima. Acqua pulita e calda, ghiaia piccola da non dare fastidio, ma appena si arroventa non si può camminare.

I due promontori che chiudono la baia sono punteggiati da numerose grotte (la più grande si chiama Sciabella), mentre il vicino isolotto di Santo Janni caratterizza il tratto di mare antistante.

La piccolissima isola di Santo Janni (200 metri X 80, altezza 18m slm) è stata una delle zone frequentate fin dall’antichità, uno dei luoghi del mondo dove c’è la più alta concentrazione di ancore affondate e dove in epoca romana veniva prodotto il pregiato “garum” (la salsa liquida a base di pesce che insaporiva le vivande).

Il nome dell’isola deriva da una cappella dedicata a San Giovanni, mentre la tradizione la vuole come il luogo in cui le reliquie di San Biagio (patrono della zona) approdarono nel 732 con una piccola nave inizialmente diretta a Roma.

Siamo rientrati per pranzo in stanza, poi con tempo sempre incerto abbiamo deciso di andare a Maratea.

Il nucleo centrale (denominato “Il Borgo”, 300 m slm) si trova esattamente a metà altezza tra la vetta di Monte San Biagio ed il mare. Ha un impianto che segue la conformazione del terreno, relativamente pianeggiante rispetto all’aspro territorio, ma pur sempre in pendenza sulle pendici nord del monte che la sovrasta.

STORIA

Sorto dopo il 1300 il Borgo si espanse sempre più sostituendosi nei secoli alla cittadella inespugnabile, ma poco funzionale del vecchio Castello. La facilità con cui la frastagliata costa e l’aspro territorio potevano essere difesi dai pirati saraceni e dagli assalti degli avversari del Regno di Napoli consentì lo sviluppo della città, rimasta sempre una delle zone più prospere della Basilicata; la prima storica resa dei marateoti avvenne alle truppe napoleoniche nel 1806, anche se i danni per la popolazione furono limitatissimi, il Castello fu definitivamente raso al suolo per volere dei vincitori.

Alla caduta di Napoleone la restaurazione borbonica fu una breve parentesi, prima l’appoggio della città ai garibaldini e poi all’Unità d’Italia la mantennero nel solco di una relativa modernità e benessere.

Lo spopolamento dei primi del ‘900 consentì comunque agli emigrati di fornire consistenti rimesse con le quali dotare la città di infrastrutture importanti (acquedotto, energia elettrica, stazioni balneari), ma le bellezze di Maratea acquistano grande visibilità dopo il 1953 con gli investimenti tessili, agricoli e turistici dell'industriale Stefano Rivetti di Val Cervo (grazie ai contributi della Cassa del Mezzogiorno). Del 1965 è l’ultimo grande contributo del conte Rivetti: il dono alla popolazione della colossale statua del Cristo Redentore che caratterizza il panorama dell’intero Golfo di Policastro.

Il fallimento definitivo delle industrie Rivetti nel 1973 obbligò la città all’attuale scelta di sviluppo principalmente turistico. L’aspetto del borgo non è esaltante, pur ospitando più di metà dei 5200 abitanti del comune si tratta di un nucleo di poche case e molte chiese raccolte intorno a piazza Buraglia (Chiesa dell’Annunziata) e a piazza Vitolo (dove c’è il Municipio) dominate dalla mole della Chiesa Madre.

Spettacolare la veduta verso il mare dal piccolo parcheggio di Via San Francesco dei Poverelli, alle spalle il nucleo abitato appare architettonicamente composito; lo stile più rappresentato è un barocco piuttosto semplice, soprattutto in relazione alle numerose chiese e alle piccole preziosità decorative che passano in secondo piano davanti all’aspetto turistico legato ai negozi di artigianato e ai ristoranti che animano le stradine la dopo il tramonto.

Una frazione caratteristica, sebbene piuttosto recente, è il Porto: casette di un centinaio di anni fa, due piccole chiese, molti ristoranti, bar e qualche negozio si ammassano in una valletta sottostante il lato occidentale di Monte San Biagio.

La zona degli approdi sorge nella piccola, ma profonda, baia rocciosa ben riparata da due grandi moli edificati dagli anni ’60 e rinforzati dopo i danni del maremoto del 1987.

Martedì 6 e Mercoledì 7 Settembre 2016

Bella giornata con cielo senza una nuvola.

Tutto il giorno a Illicini con maschera e pinne tra i numerosi scogli, isolotti e grotte. Qualche pesce, molti ricci ed ampi tratti sottomarini di posidonia.

Nel pomeriggio in spiaggia è stato anche festeggiato il matrimonio di una coppia di stranieri.

Festicciola a parte c’è sempre pochissima gente… un piccolo paradiso con scoiattoli e molte lucertole caratteristiche del luogo dal colore bruno azzurro: il “Drago di Santo Janni” originariamente presente solo sull’isolotto omonimo.

Giovedì 8 Settembre 2016

Stamattina con il tempo incerto abbiamo deciso di salire sulla sommità del Monte San Biagio per la visita al Cristo Redentore ed alla basilica intitolata al santo protettore di Maratea.

Il monte San Biagio è un monte dell'Appennino lucano alto 623 m che sovrasta il comune di Maratea e finisce a picco nel Golfo di Policastro; montagna di interesse naturalistico, paesaggistico, storico ed artistico presenta una vetta di difficile accesso. Minime sono le tracce di un’ area sacra romana, mentre d’epoca medievale è il cosiddetto Castello, cioè l'antica Maratea fortificata da mura e protetta naturalmente dalle pareti rocciose del monte. Assunse il suo attuale nome in seguito all'arrivo delle reliquie del santo armeno Biagio di Sebaste a Maratea nel 732 D.C.

La strada montana arriva fino ad un grande parcheggio a pagamento, poi si può proseguire a piedi oppure prendere dei pulmini che percorrono la panoramica serie di tornanti della moderna strada, chiusa al traffico privato, fino al parcheggio superiore.

Giunti ai resti diruti dell’insediamento medievale (solo pochissimi edifici sono stati ristrutturati per ospitare negozi di souvenir e bar), si arriva alla basilica santuario di San Biagio, il principale luogo di culto cattolico del comune di Maratea.

L’esterno presenta una commistione di stili per i numerosi interventi di ampliamenti e restauri succedutisi in 1300 anni (il portico neoclassico, l’edificio centrale romanico, il campanile bizantino). L’interno è piuttosto spoglio (qualche quadro e tre begli altari marmorei), mentre la baroccheggiante Regia Cappella ospita la statua argentea di San Biagio (copia fatta nel 1979 dopo il furto dell’originale).

Sulla parte opposta dello sperone roccioso, a picco sul mare nel punto più elevato, la grande scultura del Cristo Redentore.

L’opera fu commissionata dal conte Rivetti (su ispirazione della statua del Cristo del Corcovado a Rio de Janiero) allo scultore Bruno Innocenti, nel 1957, per farne dono alla città. Dopo lunghi studi preliminari per gli aspetti strutturali, artistici, simbolici e d’impatto ambientale la scultura fu terminata nel 1965.

Ancorata sul punto più alto di Monte San Biagio si compone di una struttura metallica ricoperta da un conglomerato (lungamente studiato) di cemento e marmo bianco che è stato scalpellato personalmente per intero da Bruno Innocenti allora quasi sessantenne.

E’ alta oltre 21 metri (la sola testa misura 3 metri); bianchissima, senza piedistallo (con il solo piede visibile nudo e poggiato alla dura roccia per ribadire l’umanità terrena di Gesù), il volto giovane e sereno (a simboleggiare la consapevolezza della resurrezione), concepita perché da lunga distanza sembri guardare verso il mare (dando un senso di accoglienza ai naviganti) è invece rivolta verso l’entroterra (per vegliare gli uomini che dall’aspro territorio ne percepiscono quotidianamente il sostegno).

Il panorama a 360 gradi è veramente stupendo: da nord a sud quasi 100 Km di frastagliate coste appartenenti a tre regioni (da Marina di Camerota a Diamante) e verso l’interno l’arco del tormentato appennino lucano.

Curiosità: all’interno la statua è cava ed un’apertura sulla testa (invisibile da terra) ospita l’estremità del parafulmine a protezione concreta del territorio circostante.

Nel film “Basilicata Coast to Coast” (2010) la scultura apre la scena iniziale.

Pranzo a casa, pomeriggio con tempo incerto un po’ in piscina, poi pioggia fino all’ora di cena.

Venerdì 9 Settembre 2016

Nonostante il tempo incerto siamo tornati ad Illicini, fino ad ora di pranzo il tempo si è mantenuto, poi è peggiorato e dopo le 15:00 abbiamo deciso di rientrare al residence. Un sole splendente è poi uscito fuori, quindi sono andato in piscina dove un’ora dopo ci ha colto un acquazzone durato quasi tre ore (passate nelle ampie aree comuni a sentire musica e giocare a ping pong).

Sabato 10 Settembre 2016

Oggi abbiamo lasciato la stanza e ci siamo fermati in piscina fino all’ora di pranzo.

Tempo inizialmente splendido poi è ricominciato a piovere e siamo partiti.

Dario Cima

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  • Maratea, PZ, Italia
  • Basilica di San Biagio, Santa Caterina, PZ, Italia
  • Monte San Biagio, Maratea, PZ, Italia
  • Cristo - Statua del Redentore, Maratea, PZ, Italia
  • Villaggio Foresteria Illicini, Maratea, PZ, Italia
  • Club Residence PianetaMaratea, Maratea, PZ, Italia
    Ristorante/bar posto sul terrazzamento centrale del residence. Menu vario (soprattutto pesce, ma anche carne e pizza) e buono. Prezzi più che accettabili (significativamente più bassi di qualsiasi ristorante a Roma). I clienti non ospiti del complesso turistico è meglio che telefonino prima di andare per accedere con l'auto. Read
  • Club Residence PianetaMaratea, Maratea, PZ, Italia
    Complesso turistico dalla vista spettacolare ripidamente digradante da Monte San Biagio verso la costa sud. Il complesso di circa 200 appartamenti occupa dei terrazzamenti che ospitano vari livelli di villette quadrifamiliari a schiera immerse nel verde. Sull’ampio terrazzamento centrale ci sono: la reception, il market, un buon ristorante, la piscina, l’anfiteatro ed ampie zone comuni. Quattrocento metri più in basso il mare è raggiungibile su una strada privata caratterizzata da 3 Km di tornanti strapiombanti (percorribile solamente dalle navette del complesso). Read

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