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Dubai Marina
Dario Cima

Dubai

Tre giorni nell'incredibile emirato di Dubai

by Dario Cima published on
November 2015 / 3 days 76 Final evaluation
  •  Couple

Dubai

Travel story

Provenendo dalle Seychelles siamo arrivati a Dubai e su una lussuosa Audi abbiamo raggiunto l’hotel Arabian Courtyard nella zona della città vecchia (Bur Dubai), anche alle due di notte piuttosto trafficata.

Il primo nucleo di Dubai sorse sul creek che sembra un fiume, ma è invece una stretta insenatura di mare lunga 14 Km che si interna nel deserto e rappresenta un ottimo porto naturale.

Giovedì 5 Novembre 2015

La zona più antica, Bastakiya, nel XVIII secolo fu sede del primo insediamento stabile di mercanti persiani: strette viuzze e case con tradizionali torri del vento (utilizzate per rinfrescare l’aria all’interno delle abitazioni), souk e caffetterie dove fumare narghilè o pipe ad acqua. Ancora oggi, a parte il traffico automobilistico, poco è cambiato.

Di fronte al nostro albergo (costruito in stile arabo, bello ma trascurato) c’era il museo di Dubai, ospitato nell’antico forte Al-Fahidi (costruito nel 1787 è l’edificio più vecchio della città) che sembra un castello di sabbia; sulla piazza svetta anche il minareto della Grande Moschea, ricostruita nel 1998 sul primo luogo di culto islamico dell’emirato e vicinissimo si trova il tempio indù.

Basandosi sull’antica tradizione del commercio oggi Dubai è il paradiso dello shopping, poco petrolio (il 15% del PIL, metà del PIL generato dal solo aeroporto!), ma grandi idee di sviluppo turistico, edilizio, commerciale e finanziario ne fanno una grossa Disneyland. Nel 2020 a Dubai ci sarà l’Expo, altre imprese faraoniche e visionarie sono in programma e la città sembra già ora troppo congestionata: poco più di due milioni di abitanti (solo il 20% originari del luogo, compassati arabi che vagano tra centri commerciali e lussuose residenze nei loro kaftani e donne perlopiù velate impegnate nello shopping, il resto sono immigrati che sono gli unici a lavorare veramente) ed altrettante auto.

La mattina, dopo la colazione in albergo ed il ritiro di un po’ di Dirham (4 EAD circa 1 €), abbiamo preso un taxi e ci siamo fatti portare alla moschea più famosa di Dubai, quella di Jumeirah, l’unica visitabile anche dai non musulmani ad orari variabili in funzione del sorgere del sole.

L’immensa città si estende su un territorio desertico costellato da zone edificate come grandi oasi artificiali ed enormi cantieri edili. Dal vecchio porto alla nuova Marina ci sono quaranta chilometri e spesso (dalla tarda mattinata) le immense strade sono intasate di traffico; i taxi fortunatamente (o per scelta etica) si pagano a chilometri percorsi e non a tempo (circa 15 € da un capo all’altro della città), le metropolitane vanno comunque dappertutto anche se c’è da camminare un po’.

Nei mesi invernali il caldo è sopportabile, anche se è meglio stare all’ombra soprattutto quando c’è da aspettare parecchio tempo come nel nostro caso in attesa della visita alla Moschea.

Abbiamo poi ripreso un taxi che lungo la grande arteria Sheikh Zayed Rd ha traversato prima la zona denominata downtown (dove c’è il grattacielo più alto del mondo, Burj Khalifa, 828 metri) per arrivare al Madinat Jumeirah, un centro commerciale in stile arabo che comprende due hotel di lusso ed ospita i locali più movimentati (es. Pacha Ibiza) vicino al famoso Burj al Arab (hotel extra lusso a forma di vela costruito su un isolotto artificiale) ed al parco acquatico Wild Wadi.

Da li non è stato facile trovare un taxi (dopo le 15:00 i problemi di traffico sono seri) per arrivare alla Marina, la curata zona del porto turistico con i più alti grattacieli residenziali del mondo. Un lungo marciapiede (circa 5Km) ombreggiato da palme fiancheggia il creek artificiale che ospita yacht e barche per piccole escursioni (soprattutto per cene al tramonto).

E’ proprio aspettando la sera che ci siamo fermati a passeggiare e fotografare. Col calare del buio i tronchi delle palme sono stati illuminati da migliaia di lucine e la fontana del Marina Walk ha iniziato a zampillare al ritmo di una discreta illuminazione.

Cena in un fast food sul molo e poi con un ultimo taxi abbiamo impiegato più di un’ora e mezza per tornare in albergo.

Prima di rientrare ho fatto una passeggiata nell’intricato souk indiano e poi in quello più ordinato delle botteghe arabe arrivando fino al creek. Qui numerose barche sono state adibite a locali galleggianti e tutte illuminate navigano accompagnate da musiche di tutti i tipi.

Venerdì 6 Novembre

Giornata dedicata al Dubai Mall, il centro commerciale più grande del mondo su cui svetta l’altissimo grattacielo Burj Khalifa. Grandi spazi che la mattina sembravano eccessivi nel pomeriggio si sarebbero rivelati angusti per la grande folla. All’interno del mall trovano spazio molti luoghi di interesse: l’acquario tropicale (dove la sera ci si può immergere con bombole e muta), le fontane interne concepite come cascate, la pista di pattinaggio su ghiaccio, svaghi per i più giovani (lo scheletro luminoso di un dinosauro, barre di luce che cambiano colore e suono avvicinandosi…), bei plastici della zona, ma soprattutto le fontane esterne che ogni mezz’ora offrono un maestoso spettacolo accompagnate da musiche sempre diverse (e la sera sono veramente spettacolari accompagnate da luci e fumo).

Alle 15:00 siamo saliti al 124° piano del Burj Khalifa con un veloce ascensore, lo spettacolo è effettivamente grandioso anche se a causa delle distanze e dell’altezza sembra tutto molto piccolo (anche la grandissima penisola a forma di palma che termina con l’hotel Atlantis, il grattacielo a vela e il grande arcipelago artificiale denominato “Il mondo”). A questo piano c’è una terrazza esterna, mentre al piano superiore a cui si accede a piedi, si trovano solamente pareti vetrate, ma è il piano più alto (456 metri) raggiungibile con un biglietto d’ingresso dal prezzo abbordabile (circa 40 €).

Abbiamo passato oltre tre ore sul grattacielo, aspettando il tramonto e la prima esibizione notturna delle fontane (che dall’alto sembrano piccolissime).

Ridiscesi nel mall abbiamo trovato il caos, un numero impressionante di persone che si spostano trai negozi e l’acquario ed ogni mezz’ora si concentrano intorno alle fantasmagoriche fontane.

Sabato 7 Novembre

Mattinata nella zona della città vecchia, tra il souk arabo e quello indiano. Siamo arrivati fino al porticciolo a sud del Creek ed abbiamo comprato qualche souvenir.

Alle 12:00 un’auto è venuta a prenderci in albergo per il transfert in aeroporto. Nonostante il traffico siamo arrivati in orario per il rapido check in e la partenza.

Arrivati a Roma dopo circa sei ore.

Dario Cima

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  • Arabian Courtyard Hotel & Spa - Bur Dubai - Dubai - Emirati Arabi Uniti

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