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Albufeira di sera
Dario Cima

Algarve: Terra e Oceano

Fa molto caldo ma l’acqua è gelata

by Dario Cima published on
July 2012 / 7 days / 600 EUR 62 Final evaluation
  •  Couple

Distretto di Faro

Travel story

Una settimana in Algarve, alloggiavamo ad Albufeira ed ogni giorno ci siamo spostati per visitare tutta questa stupenda regione del Portogallo.

Sabato 28 Luglio 2012
Siamo partiti da Lisbona con una Clio a noleggio ed abbiamo percorso i 17 Km del Ponte Vasco da Gama, che traversa il fiume Tago, dirigendoci verso sud.
In poco più di due ore abbiamo superato la valle del Tejo, attraversato tutta la regione desertica dell’Alentejo per arrivare nell’Algarve, la regione più meridionale del Portogallo. Dopo 2 ore di deserto interrotto da sughereti e da qualche valle fluviale che sembra un’oasi, ci siamo ritrovati nella caotica ed inaspettatamente grande Albufeira. L’alloggio si trovava in un moderno residence (Oura Praia Hotel) non sulla spiaggia come invece ci avevano rassicurato. Cena in un localino caratteristico proprio di fronte all’albergo dove abbiamo finalmente mangiato la “cataplana”, un misto di pesce in casseruola molto buono (la cataplana può essere anche a base di carne e verdure). Se consultate menù o prendete appuntamenti ricordate che per i giorni della settimana si usano termini molto diversi dai nostri (Lunedì  è “segunda-feira”, martedì “terça-feira”, mercoledì “quarta-feira”, giovedì  “quinta-feira”, venerdì “sexta-feira“, sabato “sábado”, domenica “domingo”), ed anche le parole per pranzo (almoco) e cena (Jantar) non sono così intuitive; notevolmente diverso è anche il modo di dire grazie : “obrigado” .

Domenica 29 Luglio
Mattinata in spiaggia a Oura sotto l’albergo. Il percorso lungo la strada è un po’ lungo perché la stradina scende con ripidi tornanti. Fortunatamente, soprattutto al ritorno, si può traversale il Club (l’hotel che pensavamo di aver scelto) sfruttando cinque piani di ascensore ed effettivamente si arriva in cima alle scalette di legno piuttosto rapidamente. Il brevissimo lungomare che costeggia la spiaggia è curato, la pavimentazione è la tipica lastricata portoghese e si può accedere con le scale a tre diverse spiagge unite tra loro in fase di bassa marea.
Praia da Oura è una spiaggia di sabbia chiara contornata da falesie dorate ed in fase di bassa marea ci si può dirigere verso est fino a Praia Santa Eulália vedendo la piccola Praia dos Olhos de Água  e la lunga Praia Maria Luisa soffermandoci. Una passeggiata non proprio facilissima soprattutto quando si devono scavalcare i promontori che separano le baie. Fa molto caldo ma l’acqua è gelata, le spiagge sono molto frequentate ma le persone si concentrano nelle spiagge più grandi ed attrezzate lasciando baiette incantevoli ai pochi “avventurosi”. Le spiagge in Portogallo sono tutte libere e nelle più frequentate ci sono delle concessioni per ristoranti, attrezzature per sport acquatici e lettini; la maggior parte dei bagnanti è dotata di piccoli ombrelloni che regalano un po’ d’ombra senza doversi accampare troppo vicino alle rocce scoscese (e talvolta pericolanti).
Tornando ci siamo fermati al supermercato accanto all’albergo, i prezzi sono bassi ed abbiamo comperato qualcosa per colazione ed un po’ di frutta e verdura.
Pranzo al ristorantino scoperto ieri sera e pomeriggio un po’ a riposare e poi in piscina. Cena sempre allo stesso posto dove si mangia molto bene, si spende poco (non abbiamo mai superato i 30 Euro in due) e si sta tranquilli.

Lunedì 30 Luglio
Abbiamo deciso di destinare la giornata alle spiagge ad est di Albufeira,  in pochi minuti d’auto siamo arrivati a Praia dos Olhos de Água molto simile alla nostra spiaggia, la sua caratteristica sarebbe quella di poter vedere durante la bassa marea delle polle d’acqua dolce tra la sabbia, a me è sembrato l’effetto della marea. Proprio a pochi passi sul breve lungomare, che è rimasto quello di un borgo marinaro, c’è un grande parcheggio multipiano a pagamento, economico e ben integrato nell’architettura locale è una valida alternativa al chilometro di strada assolata da percorrere a piedi dal più vicino parcheggio libero.
A metà mattinata abbiamo ripreso la strada verso oriente per passare in uno dei più noti posti di vacanza del Portogallo: Vilamoura-Quarteira. In realtà è un delirio edilizio composto da una periferia di case da vacanza piuttosto insignificanti, di curatissimi campi da golf e da una serie di alberghi di lusso che separa la cittadina dal mare. Abbiamo proceduto superando Faro, il capoluogo dell’Algarve, importante soprattutto per l’aeroporto internazionale; cittadina di quasi 60.000 abitanti, anonima, trafficata e lontana dal mare edificata al limitare di una grande zona paludosa al cui centro c’è Olhão e poi Tavira.   
Questa zona è ora parco naturale (Parque natural da Ria Formosa) e l’immensa laguna nelle ore di bassa marea sembra essere un enorme e fangoso pantano; l’unica area che consente un facile accesso al mare si trova appena prima di Olhão, la parte più interna della laguna si attraversa a piedi su ponticelli galleggianti che vengono sospinti in alto e sballottati ad ogni cambio di marea (l’alternativa sono alcuni piccoli battelli). Infine si può raggiungere la Praia do Barril sulla più grande delle basse isole sabbiose del parco, che verso l’oceano ha una lunga spiaggia bianca. Si può approfittare del trenino  che sferraglia su ponticelli ed isolotti lacustri (costo 1,20 Euro a tratta) oppure percorrere a piedi un marciapiede parallelo alla piccola ferrovia.  L’acqua del mare è sempre fredda, ma fuori il caldo è sopportabile perché la zona non è riparata da scogliere e c’è sempre vento.
Ritorno passando per Loulé, capoluogo della provincia più popolosa dell’Algarve, arroccata su un colle e caratterizzata da edifici bianchi o rosa con tetti rossi (anche quelli della moderna periferia) che circondano un castello medievale. La cittadina è curata anche se non molto interessante. Vi si svolge un articolato carnevale e ci sono molti monumenti di arte moderna, incongrui ma apprezzabili; non si sono fatti mancare una statua simile a quella di Pessoa alla Brasileira, riproducendo il poeta algarviano più famoso, António Aleixo, seduto al Bar "Calcinha".
Rientro e dopo una doccia, tanto per cambiare, siamo andati sempre nello stesso locale.

Martedì 31 Luglio
Oggi giornata verso l’occidente dell’Algarve. Abbiamo percorso la strada statale che traversa Lagoa e Portimão; si procede piuttosto lontani dalla costa e la prima cosa notevole è l’attraversamento del fiume Arade che sembra grandissimo anche se è lungo qualche decina di chilometri e la portata non è eccezionale; poco prima di Portimão forma però una grande laguna paludosa che si supera su un moderno e spettacolare ponte sospeso (poco oltre si vede anche il più classico viadotto dell’autostrada A22).
Dopo circa un’ora di viaggio siamo arrivati a Lagos, qui la strada scorre lungo la stupenda costa (il tracciato segue infatti l’antica via romana) e la cittadina portuale mostra un centro storico molto bello e curatissimo. La storia della città è antichissima, il porto naturale sfruttato prima dai fenici e poi dai romani, divenne un sito strategico per i mori e soprattutto per le spedizioni navali di Enrico il Navigatore. Tre eventi funesti ne caratterizzano la storia, il primo è la conseguenza di una disastrosa spedizione militare che nel XVI secolo avrebbe “codificato” nel fado il tono di dolorosa fatalità di chi ha perduto i suoi cari in battaglia; il secondo è nel XVII secolo per essere diventato il primo e più grande mercato di schiavi in Europa; il terzo è il micidiale terremoto del 1755 che la rase al suolo. Ci siamo fermati al belvedere della spiaggia di Dona Ana ed abbiamo deciso che Lagos merita una visita ulteriore, così ci siamo spinti sull’incredibile promontorio di Ponta da Piedade, con stupenda vista di faraglioni e grotte. Da qui abbiamo proseguito ancora verso ovest passando per Vila do Obispo ed arrivando all’incredibile Fortaleza de Sagres; si tratta di un promontorio fortificato che un breve muro con semplice portale isolava da eventuali invasori, impossibilitati a risalire le ripide scogliere degli altri tre lati. La zona è esposta al vento, le costruzioni non sono spettacolari disperse in uno spazio grandissimo, ma l’ambiente ha un fascino unico; comunque interessanti i bastioni e la chiesetta con campanile a vela. Da qui la vista è ovviamente magnifica e si vede per la prima volta Cabo de São Vicente, la prossima tappa. Il Capo di San Vincenzo è il punto più occidentale dell’Algarve e già nel neolitico e poi in epoca romana era considerato luogo sacro, con l’avvento del cristianesimo il ritrovamento in questa zona del corpo di San Vincenzo da Saragozza ne motivò il nome attuale. Ora fa parte del “Parque Natural do Sudoeste Alentejano e Costa Vicentina” e da questo punto si ha un panorama fantastico soprattutto verso nord con scogliere sempre più alte; dell’antica fortezza-convento resta poco, le cose notevoli sono il faro del 1846 ed il forte vento. A qualche centinaio di metri si trova una suggestiva fortificazione moresca con cupola della minuscola moschea sormontata da una croce. La strada per procedere sulla costa vicentina ripassa da Vila do Obispo, paesotto senza attrattive evidenti, ma che nel suo territorio presenta le più antiche tracce di esseri umani della zona con resti del paleolitico ed alcuni Menir (in particolare uno in zona Raposeira ancora eretto).  
Vento e sole ci hanno un po’ stancato e così abbiamo fatto una sosta per mangiare i panini in una pineta (che in questa zona deserta sembra un’oasi) vicino ad uno dei parchi eolici della zona.
Risalendo , la strada si riavvicina alla costa permettendo un facile accesso alla Praia da Bordeira.
Questo lato della costa è il più battuto dalle grandi onde atlantiche e la Bordeira è una grande spiaggia lunga quasi tre chilometri; nella zona più spettacolare è profonda quasi un chilometro perché un piccolo fiume ha scavato il suo letto formando una laguna che obbliga al guado per raggiungere la zona sabbiosa.
Spiaggia per surfisti, windsurfisti, kitesurfisti dalla parte dell’oceano (ovviamente l’acqua è freddissima), dalla parte della laguna sembra una grande piscina per famiglie (bella ma poco invitante per i bagni); c’è comunque poca gente, nessuna attrezzatura e nemmeno un bar, spiaggia per amanti della natura e per un turismo alternativo con possibilità di campeggio libero. L’accesso dal fiume è il primo che si incontra ma il guado è ampio, l’accesso dalla parte più alta è spettacolare ed il guado è di un passo. Dopo una sosta in questo posto un po’ fuori dal mondo siamo ripartiti verso nord, passando per il paesino di Aljezur, dominato dai ruderi di un castello medievale; da qui si arriva facilmente al profondo golfo della Praia de Arrifana sovrastato da uno spettacolare belvedere che culmina nella Fortaleza moresca. La discesa in spiaggia è possibile grazie ad una lunga serie di scalinate di legno, qui abbiamo fatto una breve pausa per un gelato; posto bello e non affollato ma con bar e ristorantini che si animano in attesa del tramonto (pôr do sol). Ripensando alla strada da percorrere, inizialmente solitaria con tornanti e poi intasata dalla movida delle spiagge meridionali, abbiamo deciso di tornare verso Albufeira.

Mercoledì 1 Agosto 2012
Giornata di riposo sulle spiagge vicino all’albergo. In serata sono invece andato ad Albufeira. Il nucleo cittadino è piccolissimo ed affollatissimo sia da giovani ammassati in rumorosi locali, sia da famiglie; sulla piazza principale (posto veramente caotico) si possono anche vedere gruppi impegnati in balli folcloristici. Parcheggiare vicino al centro è impossibile, in estate la zona è tutta pedonale, ma senza troppa difficoltà si può lasciare l’auto a 10 minuti dal caos. Il centro storico è una piazza nel punto più basso di Albufeira che ospita il giardino pubblico. La piazza è circondata da colline edificate ed il più vicino accesso al mare è possibile grazie ad un tunnel artificiale che permette alla Rua 5 de Outubro (bella pavimentazione) di aprirsi versa la piccola Praia do Peneco (o Praia do Túnel). Dalla piazza si raggiungono con pochi passi la chiesa madre, la torre dell’orologio e la chiesetta di São Vicente de Albufeira, tutti edificati sulle cime delle colline.
Tutto quello che è esterno a queste quattro strade è periferia inguardabile. 

Giovedì 2 Agosto 2012
Mattinata di mare a Lagos, avevamo deciso di tornare alla bellissima spiaggia di Dona Ana (abbiamo trovato un parcheggio “accettabile”) ed alle tre calette unite tra loro da piccoli tunnel (li il parcheggio è stato più problematico) proprio vicino alla città vecchia. La Cidade Velha è interna alla cerchia muraria araba medioevale mentre una grande e moderna piazza esterna (Praça Infante Dom Enrique, Enrico il Navigatore) ospita la Igreja de Santa Maria e si apre allo sbocco del porto fluviale protetto da una piccola fortezza (Forte da Ponta da Bandeira). L’accesso principale alle mura è difeso da due massicce ma eleganti torri merlate.
Nel pomeriggio abbiamo ripreso la strada per il ritorno con un caldo incredibile e ci siamo fermati a Silves, borgo medievale di grande suggestione situato su una collina della Serra del Monchique.
Il fiume Arade, che sbocca a Portimão, era una importante via di comunicazione ed approvvigionamento idrico che permise già nella preistoria insediamenti umani; la città si accrebbe prima con i romani (di cui resta il ponte in gran parte modificato), poi coi visigoti ma soprattutto con i mori. Il castello con le possenti 11 torri merlate è la principale testimonianza di questo periodo e contrasta con il suo colore scuro (edificato con l’arenaria rossa della regione detta grès Silves) con la bianca Sé (cattedrale Nossa Senhora da Conceição in stile gotico con aggiunte barocche). Attualmente la città è il centro del sughero e della frutta secca, ma è famosa per le rievocazioni medievali che si tengono in vari periodi dell’anno e soprattutto in questi giorni.

Venerdì 3 Agosto 2012
Giornata di riposo sula spiaggia di Oura.

Sabato 4 Agosto 2012
Partenza per Lisbona, traversando nuovamente il ponte Vasco da Gama e facendo un giro in macchina fino alla scenografica Praça Marquês de Pombal tra l’Avenida Libertade ed il Parco Eduardo VII su cui svetta una grandissima bandiera portoghese. Guidando in città ti accorgi del tanto rispetto che c’è per i pedoni, ma anche del modo caotico di guidare che anche in condizioni di scarso traffico è inquietante.

 

Dario Cima

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  • by Anonymous

  • OURA HOTEL, Albufeira, Portugal

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